Voli cancellati per eruzione vulcanica: quali sono i diritti dei passeggeri?
Un'eruzione vulcanica può trasformare in poche ore un viaggio programmato da mesi in una lunga attesa in aeroporto. La cenere vulcanica può infatti rappresentare un serio rischio per la sicurezza degli aerei e portare alla chiusura temporanea di uno scalo o di intere porzioni di spazio aereo.
È quello che può accadere anche in Italia, dove l'attività dell'Etna può provocare limitazioni operative e disagi ai passeggeri in partenza o diretti verso la Sicilia.
Ma cosa succede se il tuo volo viene cancellato a causa di un'eruzione? Hai diritto a un risarcimento? La compagnia deve pagarti hotel e pasti? Puoi chiedere il rimborso del biglietto?
La risposta non è sempre quella che ci si aspetta. Un'eruzione vulcanica rientra generalmente tra le cosiddette circostanze eccezionali, ma questo non significa che il passeggero rimanga senza tutele.
Perché un vulcano può provocare la cancellazione di un volo?
La cenere vulcanica rappresenta un pericolo concreto per l'aviazione.
Le particelle presenti nella nube possono danneggiare i motori, ridurre la visibilità e compromettere il corretto funzionamento di alcuni sistemi dell'aeromobile. Per questo motivo, quando un'eruzione produce una quantità significativa di cenere, le autorità aeronautiche possono imporre restrizioni o chiusure dello spazio aereo.
Non è quindi necessario che l'aeroporto sia direttamente interessato dalla lava perché un volo venga cancellato.
Anche un aeroporto situato a diversi chilometri dal vulcano può subire conseguenze se le condizioni atmosferiche spingono la nube di cenere verso le rotte utilizzate dagli aerei.
Il risultato può essere una catena di disagi: cancellazioni, ritardi, dirottamenti e riprogrammazione dei voli.
Se il volo viene cancellato per un'eruzione, ho diritto ai 250, 400 o 600 euro?
Generalmente no.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti da conoscere.
Il Regolamento europeo 261/2004 prevede una compensazione economica in caso di cancellazione del volo, ma stabilisce anche un'eccezione quando la cancellazione è provocata da circostanze eccezionali che non avrebbero potuto essere evitate anche adottando tutte le misure ragionevoli.
L'Unione Europea considera espressamente l'eruzione vulcanica e la conseguente chiusura dello spazio aereo tra gli esempi di circostanze eccezionali. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea lo ha inoltre chiarito nella sentenza relativa all'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull del 2010.
Questo significa che, se la cancellazione è realmente causata dall'eruzione o dalla chiusura dello spazio aereo collegata all'evento, la compagnia può non essere tenuta a pagare la compensazione standard prevista dal Regolamento 261/2004.
Ma attenzione: niente compensazione non significa niente diritti.
Rimborso o volo alternativo: cosa posso scegliere?
Anche quando la cancellazione è causata da una circostanza eccezionale, il passeggero mantiene il diritto di scegliere tra diverse soluzioni.
La compagnia aerea deve offrire:
- il rimborso del biglietto;
- oppure la riprotezione verso la destinazione finale alla prima opportunità possibile;
- oppure, in determinate condizioni, la riprotezione verso la destinazione in una data successiva concordata con il passeggero.
La scelta dipende quindi dalle esigenze del viaggiatore.
Se il viaggio non ha più senso, si può optare per il rimborso. Se invece si vuole comunque raggiungere la destinazione, si può chiedere di essere trasferiti su un volo alternativo.
La compagnia non può semplicemente limitarsi a comunicare che il volo è stato cancellato a causa dell'eruzione e lasciare il passeggero senza una soluzione.
La compagnia deve pagare hotel e pasti?
Sì, se sono necessari.
Questo è probabilmente il diritto più importante da ricordare quando si verifica un'emergenza di questo tipo.
Il Regolamento 261/2004 prevede infatti un obbligo di assistenza anche quando la cancellazione è causata da circostanze eccezionali. La Corte di Giustizia UE lo ha confermato proprio nel caso dell'eruzione dell'Eyjafjallajökull: la natura eccezionale dell'evento può escludere la compensazione economica, ma non elimina l'obbligo della compagnia di prestare assistenza ai passeggeri.
In base alla durata dell'attesa, l'assistenza può comprendere:
- pasti e bevande in quantità ragionevole;
- possibilità di effettuare comunicazioni;
- sistemazione in albergo quando è necessario trascorrere la notte;
- trasporto tra aeroporto e hotel.
Questo significa che un passeggero bloccato in aeroporto a causa della chiusura dello scalo non deve necessariamente sostenere personalmente tutti i costi dell'attesa.
E se la compagnia non fornisce assistenza?
Può capitare che, durante una situazione di emergenza, la compagnia non riesca a organizzare immediatamente un hotel o dei pasti per tutti i passeggeri.
In questi casi è importante conservare le ricevute delle spese sostenute.
Non significa che qualsiasi spesa effettuata venga automaticamente rimborsata. È necessario che si tratti di costi necessari, appropriati e ragionevoli rispetto alla situazione.
La Corte di Giustizia UE ha chiarito proprio questo principio nel caso dell'eruzione islandese: quando il vettore non adempie correttamente all'obbligo di assistenza, il passeggero può avere diritto al rimborso delle spese necessarie, appropriate e ragionevoli sostenute per far fronte alla mancanza di assistenza.
Una cena da 150 euro in un ristorante di lusso, quindi, difficilmente potrà essere trattata allo stesso modo di un pasto ragionevole acquistato durante una lunga attesa.
Cosa succede se il volo viene dirottato?
Un'eruzione vulcanica non provoca necessariamente una cancellazione.
La compagnia potrebbe decidere di far atterrare il volo in un aeroporto diverso da quello previsto oppure di utilizzare uno scalo alternativo per gestire l'emergenza.
Anche in questo caso è importante verificare come viene organizzato il trasferimento verso la destinazione finale.
Se la compagnia propone una soluzione alternativa, conserva tutte le comunicazioni ricevute e verifica dove e quando terminerà effettivamente il viaggio.
Il fatto che l'aereo sia riuscito a partire non significa infatti che ogni obbligo nei confronti del passeggero sia automaticamente venuto meno.
E se il volo parte ma arriva con molte ore di ritardo?
Anche un forte ritardo provocato da un'eruzione vulcanica può rientrare nelle circostanze eccezionali.
La compensazione economica prevista dal Regolamento 261/2004 per i ritardi di almeno tre ore all'arrivo, quindi, può essere esclusa quando la compagnia dimostra che il ritardo è stato effettivamente causato dall'evento eccezionale.
È però importante valutare sempre la situazione concreta.
Un volo potrebbe essere stato inizialmente interessato dall'emergenza vulcanica, ma subire successivamente ulteriori problemi indipendenti dall'eruzione. Per questo non è sufficiente guardare soltanto alla comunicazione generica "ritardo per condizioni operative".
La causa effettiva del disservizio può fare la differenza.
E se il vulcano è lontano dall'aeroporto?
Anche in questo caso non bisogna fermarsi alla distanza geografica.
La domanda fondamentale è quale sia stata la causa concreta del problema al volo.
Se la nube di cenere rende insicuro il volo o determina una decisione delle autorità che impedisce all'aeromobile di operare normalmente, l'evento può costituire una circostanza eccezionale anche se il vulcano non si trova nelle immediate vicinanze dell'aeroporto.
Al contrario, se il volo viene cancellato per un problema interno alla compagnia che non ha un collegamento diretto con l'attività vulcanica, la situazione può essere diversa.
Ecco perché è importante non accettare automaticamente la dicitura "circostanze eccezionali" come risposta definitiva.
Cosa deve fare il passeggero?
Quando un'eruzione provoca disagi ai voli, la prima cosa da fare è mantenere la calma e raccogliere tutta la documentazione.
È consigliabile conservare:
- prenotazione del volo;
- carta d'imbarco;
- comunicazioni della compagnia;
- eventuale comunicazione di cancellazione;
- ricevute di pasti, hotel e trasporti;
- informazioni relative al volo alternativo.
Se il volo viene cancellato, chiedi alla compagnia quali alternative sono disponibili e non acquistare immediatamente un nuovo biglietto di tasca tua senza aver verificato prima le possibilità di riprotezione.
In caso di emergenza, infatti, è facile prendere decisioni affrettate che possono complicare successivamente la richiesta di rimborso.
Eruzione vulcanica: niente compensazione, ma non sei senza diritti
La regola più importante da ricordare è molto semplice:
un'eruzione vulcanica può escludere la compensazione economica, ma non cancella i diritti del passeggero.
Se il vulcano provoca la cancellazione del volo, la compagnia deve comunque occuparsi della riprotezione o del rimborso e, quando necessario, garantire l'assistenza durante l'attesa.
È una distinzione fondamentale, soprattutto durante l'estate, quando migliaia di persone possono trovarsi contemporaneamente bloccate negli aeroporti a causa dell'attività vulcanica.
E proprio perché ogni situazione può essere diversa, vale la pena verificare sempre la causa concreta della cancellazione o del ritardo, invece di dare per scontato che la presenza di un vulcano faccia automaticamente decadere ogni diritto.
Il tuo volo è stato cancellato o ha subito un forte ritardo a causa di un'eruzione vulcanica? DelayFlight24 può aiutarti a verificare gratuitamente quali diritti puoi far valere. Inserisci i dati del tuo volo: analizzeremo la situazione e ti aiuteremo a capire se puoi ottenere un rimborso, una compensazione o il rimborso delle spese sostenute. Tu pensa al viaggio, al resto pensiamo noi.







